Addio Marina!

O si è un’opera d’arte o la si indossa (Oscar Wilde)

La sua è stata una storia di vita vissuta pienamente, intensamente, usando tutte le risorse. E non è poco. Marina Ripa di Meana (Reggio Calabria, 1941 – Roma 2018), è stata una scrittrice, stilista, opinionista televisiva, ma non solo: regina anticonformista e senza rivali del jet set, femminista e ambientalista, protagonista e riflesso della vita mondana di Roma dagli anni Sessanta in poi. Generosa, istrionica, eccentrica, sfrontata a tratti, imprevedibile spesso, mai ipocrita. Collezionista e appassionata d’arte, ha condiviso parte della sua vita con gli artisti della cosiddetta Scuola di piazza del Popolo che segnarono uno dei periodi storici più importanti dell’arte contemporanea italiana, come Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli, Tano Festa o il suo “compagno dell’epoca” Franco Angeli,  con cui visse un amore turbolento, sospeso tra gioielli e sperimentazione, complicità e ossessioni. La passione per la moda e per l’arte hanno accompagnato la favola della sua popolarità. La sua estetica anticonvenzionale, affidata a cappelli surreali e affiancata sempre da una sensibilità animalista sopra le righe, come ricordano la sua performance senza filtri alla Scala di Milano, con la scritta “No fur” sul seno, o la fotografia del suo nudo integrale per la  campagna dell’Ifaw sui diritti degli animali da pelliccia, ha reso le sue mise decisamente indimenticabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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