Aron Demetz

La solida delimitazione dei corpi umani è spaventosa (Franz Kafka)

I corpi di Aron Demetz sono inquietanti e drammatiche apparizioni, corpi ri.pensati, capaci di rinascere da se stessi, colti nel flusso di un mutamento cosmico: quale seducente tentazione è più feroce di quella di cambiare, di trasfigurarsi? Corpi segnati, incisi, fissati per sempre in una sola unica visione che si fonde ad altri punti di vista, ad altri orizzonti. Corpi soli visti al di fuori del Sé, occhi, bocche, mani, piedi, tronchi, corpi ricostruiti, senza alcun peso, senza confini mentali, corpi nuovi da cui ri.emergere. Superbi corpi lignei che chiedono al visibile di farsi vedere e di farci vedere. Energia materica creativa che sembra spogliare il corpo umano da ogni stereotipo culturale possibile/non possibile, per impedirgli di essere condannato a somigliare a se stesso, a rappresentare se stesso. Corpi belli come fiori impazziti di luce ma terribili come cicatrici lasciate da ferite e ustioni.

Aron Demetz, docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara, è riconosciuto come uno dei maggiori scultori italiani contemporanei. Vive e lavora a Selva di Val Gardena, dove ha adottato la tradizionale tecnica locale di lavorazione del legno, risalente al XVII secolo.

di Francesca Londino

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