Choi Xooang

La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti. (Immanuel Kant)

Brutti sogni, storie, visioni che raccontano il senso di una memoria del naturale oppure di quello che di naturale sembra oggi rimasto. L’artista sudcoreano Choi Xooang ama muoversi in quel sottile spazio vuoto tra la realtà e l’immaginazione. Le sue oscure sculture iperrealiste congelano le complessità emozionali e le sensazioni di una natura umana che, priva di coordinate logiche, sembra doversi adeguare a un perverso disagio umano. L’effetto è dirompente. Le sue silenziose creature da cui germogliano alberi e colorate pietre arenarie, le sue mani assemblate per creare le carnose ali di un angelo rappresentano l’interpretazione di una sorta di metamorfosi in atto dell’umano in altro. Momenti di passaggio da una fase a un’altra, nel continuo, inquietante e incerto mutamento degli eventi. Choi Xooang ci coinvolge così, con i suoi toni crudi e inequivocabili, in un’esperienza vissuta da lui in prima persona, quello delle violazioni dei diritti e delle libertà.

Choi Xooang nasce nel 1975 in Corea. Ha conseguito un MFA in scultura presso l’Università Nazionale di Seul. Lavora in una società che si occupa di animazione ma è internazionalmente riconosciuto per le sue surreali sculture sociopolitiche, realizzate in argilla polimerica.

di Francesca Londino

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