Dino Valls

Cos’è la storia? Le sue radici sono in secoli di lavoro sistematico dedicato alla soluzione dell’enigma della morte, così che la morte stessa possa essere sconfitta (Boris Pasternak)

Delicato e surreale risveglio di una forza che tende a incorporare il sussurro della morte nella vita, la ricerca di Dino Valls oltre alla ricerca di un senso compiuto che si sviluppa e prende forma, attraverso i territori dell’inconscio creativo, implica una promessa di senso, si offre, infatti, come intreccio e tessuto di rimandi e inquieti ammiccamenti. Là dove il  corpo viene continuamente evocato, sezionato, suturato, indagato, la morte si dà in quella costante allusione alla fragilità e precarietà dell’esistenza, persa nella malinconica angoscia che la divora nell’attesa del deterioramento delle sue spoglie mortali. Frutto di questo desiderio struggente di trascendenza negata, una possibile redenzione viene ricercata attraverso la creazione di taumaturgiche Wunderkammer piene di mirabilia e strumenti chirurgici. Oggetti alchemici, evanescenti come il sogno, che offrono all’interpretazione la loro ambivalenza: icone della malattia ma anche della cura, insieme a simboli della vanitas e della caducità del mondo.

Dino Valls (Saragozza, 1959) vive e lavora a Madrid. Laureato in Medicina e Chirurgia si dedica a tempo pieno alla pittura. Ha partecipato a importanti mostre personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche. È considerato uno dei massimi rappresentanti dell’arte figurativa surrealista europea.

di Francesca Londino

 

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