La bellezza della distruzione

Sembrano icone della fragilità umana in bilico tra disciplina e desiderio, bellezza e distruzione.

Il primo comandamento di Magnus Gjoen, artista norvegese, nato a Londra, sembra essere l’ambivalenza, l’essere contemporaneamente più cose: un creatore di sogni e nello stesso tempo un iconoclasta, un cultore della tradizione artistica ma anche un un suo dissacratore. La purezza espressiva delle immagini, contrapposta o unita a una dimensione punk e trasgressiva, dà vita ad un’estetica di grande impatto. Scarafaggi, teschi, granate, mitragliatrici, figure umane che si fondono con opere d’arte del passato o con i caratteristici motivi blu delle ceramiche di Delft creano uno scenario che allude a quell’impercettibile e sottile legame tra memoria e innovazione, tra sacro e profano. Visioni del mondo che si muovono in un rapporto di scambio storico con il tempo coinvolgono l’osservatore in un intricato gioco tra realtà e apparenza.

di Francesca Londino

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